Leao, corso di autoconsapevolezza. A Pioli il compito di ripescarlo

Rafael Leao, 20 anni. LaPresse

Il portoghese del Milan ammette i propri limiti e si candida per un finale da protagonista dopo una serie di passaggi a vuoto: sarà l’uomo in più?

La clausura portoghese, per quanto sgradevole in quanto tale, ha generato anche effetti benefici. Innanzitutto il privilegio di poter stare con i familiari, cosa che diversi suoi colleghi non sono riusciti a fare; e poi la possibilità di riflettere a lungo su ciò che è stato e ciò che potrà essere. Rafael Leao, almeno a giudicare dalle sue ultime parole, ha fatto ritorno a Milano con un approccio diverso e nuove convinzioni. Nella consapevolezza – e questa è la parte più importante di tutta la faccenda – di quanto non è andato come doveva nella prima parte di stagione.

PROMESSA—   Rafa venerdì si è confidato sia in chat con i tifosi, sia ai microfoni di Sky, e non sono state parole banali. Per esempio ha detto che ha “cercato di aiutare la squadra, ma durante la stagione ci sono dei momenti nei quali gli altri vanno più forte di te e serve avere pazienza. Posso dare e fare di più. So cosa posso ancora dare, credo in me stesso”. Oppure che “la squadra viene prima del singolo, l’importante è farsi trovare pronti, quando si viene chiamati in causa”. E ancora: “Prometto di dare tutto per questa maglia, vogliamo riportare il Milan in Europa. Questa è una maglia pesante, è una grande responsabilità”. Dunque, a parole tutto perfetto. A parlare sembra un quarantenne e non un ragazzo che fra un mese compirà 21 anni.

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