Walter Bianchi: “Non mi sono piaciute le parole della biografia di Van Basten contro Sacchi”

Ilcorsivosportivo.it ha raccolto i suoi ricordi, e non solo…: “Purtroppo arrivai al Milan con una pubalgia che mi trascinavo da tutta la stagione precedente. Il povero Dottor Monti mi disse di smettere di prendere antinfiammatori, che non mi sarebbero serviti a nulla se non a lenire il dolore. Sentivo così male che facevo persino fatica a girarmi nel letto. Sapevo però quale era il mio ruolo, Sacchi mi portò con sé perché conoscevo i movimenti della difesa e dovevo aiutare i miei compagni ad assimilarli. La difesa titolare era composta da Tassotti, Maldini, Filippo Galli prima e Costacurta poi, e Baresi. Anche senza infortuni avrei trovato poco spazio. Sacchi? C’è sempre stato un ottimo rapporto tra di noi, che è andato al di là del calcio. Lo conobbi all’età di 15 anni nelle giovanili del Cesena, lui era l’allenatore della Primavera. Mi allenavo con loro poi la domenica giocavo nella squadra Allievi, fino a quando compii 16 anni e rimasi con Sacchi in pianta stabile. Giocavamo davvero un bel calcio, c’era gente che veniva da Ravenna per vedere le nostre partite. Dopo nove anni alla sua corte come giocatore, quando divenne Direttore Tecnico del settore giovanile della Nazionale mi volle anche come assistente allenatore, per altri 4 anni. Gli devo tutto.

La difficoltà dei primi mesi: “Non fu facile è vero, si trattava di stravolgere completamente una certa mentalità e senza il sostegno totale del presidente Berlusconi a Sacchi, che voleva intensità non solo in partita ma in ogni singolo allenamento, quel Milan non sarebbe mai nato. Ricordo che nelle prime settimane giocatori come Virdis ma anche lo stesso Baresi, mi chiedevano come avessi fatto a resistere tanti anni con lui. Alcuni mesi dopo, Virdis segnò un gol nel Derby rubando palla in pressing a Daniel Passarella. Arrigo ce l’aveva fatta, aveva trasmesso anche a uno come lui che era prevalentemente un finalizzatore, la propria mentalità. Certa stampa non amava Sacchi. Troppo rivoluzionario perché fosse apprezzato da alcuni esponenti della vecchia guardia del giornalismo. Allora per attaccarlo dicevano che mostrasse a Baresi le videocassette di Signorini. Non so se questo accadde davvero, certo è che il mister voleva che Baresi imparasse da Signorini i movimenti della zona, non che diventasse come Signorini. D’altronde io facevo la stessa cosa con Maldini. Paolo era un fuoriclasse, non doveva certo diventare Walter Bianchi, dovevo solo mostrargli i movimenti che Sacchi voleva”.

Su Van Basten: “Marco ha sicuramente mugugnato qualche volta, comunque quando si vedono sono sempre abbracci tra di loro. Devo dire però che nella biografia uscita qualche mese fa, ha usato parole spiacevoli nel confronti di Sacchi e questo non mi è piaciuto. So che Arrigo ci è rimasto male. Anche perché più di una volta ha ammesso pubblicamente che Marco i problemi più che crearli, li ha risolti”.

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