La signora Scopigno: “L’orgoglio di Manlio per un titolo che liberò la Sardegna”

Manlio Scopigno era nato a Paularo nel '25. Archivio Rcs

Angela, moglie del tecnico dello scudetto: “Non ero appassionata di calcio, ma ancora oggi quel trofeo a Cagliari e la figura di mio marito sono avvolti da un alone mitologico”

“Sapere che a distanza di 50 anni, Manlio sia ancora ricordato con tanta stima, considerazione e affetto, non solo mi inorgoglisce, ma mi commuove. Tante persone in Sardegna mi ringraziano per quello che realizzò con quella grande squadra. Ma sono io invece che ringrazio la Sardegna per aver permesso a mio marito di esprimersi al meglio e in maniera costruttiva in quella che non era solo la sua professione ma una grande passione”. La signora Angela Scopigno, per l’anniversario dello scudetto del Cagliari, deroga alla naturale riservatezza che insieme a quel felice mix di intelligenza, garbo, sobrietà ed eleganza rappresenta la sua cifra stilistica e accetta di parlare di suo marito, il “Filosofo”, artefice in panchina dell’impresa memorabile del 1970. Dopo la scomparsa di Manlio Scopigno nel 1993 l’hanno chiamata tante volte per i premi intitolati al marito, le iniziative in suo nome, targhe, piazze, stadi o tribune a lui intitolate.

Qualche volta ha partecipato, qualche altra declinato con educazione e dolcezza: “Condividevamo una caratteristica io e Manlio, l’assenza di esibizionismo e di retorica, anche quella dei buoni sentimenti. Manlio non amava le manifestazioni plateali neanche nei momenti di massima gloria. Era arguto, intelligente, ironico, ma non amava troppe parole”. Forse per questo erano così vicini lui e Gigi Riva.

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