Friedkin presidente della Roma, mancano solo alcuni dettagli

Friedkin presidente della Roma, mancano solo alcuni dettagli

Si avvicina la chiusura dell’accordo, con la Borsa che spinge per una veloce ratifica

 

ROMA – Il Coronavirus da una parte, l’analisi finanziaria dall’altra. Tutto produce riflessioni, niente avviene per caso. Se Friedkin non ha ancora presentato l’offerta formale per acquistare la Roma, avviando le procedure per l’accordo preliminare e per il conseguente closing, significa che qualcosa deve essere sistemato. Ed è una questione anche, se non soprattutto, di denaro. Nulla lascia immaginare che un affare così avviato, nella sua complessità e nella sua magnificenza, possa saltare per una percentuale relativamente bassa di dollari, ma nell’ambito di una negoziazione articolata anche la rinuncia a una clausola, a un’opzione, a un milione, può accelerare le pratiche.

 

C’è assai poco di ideologico a questo punto del business: Friedkin ha deciso di investire nella Roma e Pallotta non vede l’ora di uscire di scena. Al tempo stesso Friedkin sta cercando di capire se le annunciate modifiche al fair play finanziario Uefa, allargando i margini di perdita per i club, possano consentirgli un atterraggio morbido sulla squadra, senza obbligarlo a sacrifici tecnici impopolari. Non vuole presentarsi ai tifosi della Roma come il padrone che ristruttura il debito. Vuole entrare nella Roma con programmi ambiziosi.

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